Maria Elena Marras
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Google Page Experience: novità per il 2021

Ricerca su Google: SEO e UX sempre più vicine con l'aggiornamento di Google Page Experience



Hai già sentito le novità? Nel 2021 sembra proprio che Google aggiorni nuovamente l’algoritmo.
Come forse già sai, Google rivede in modo costante il funzionamento del suo algoritmo. Ci sono aggiornamenti massicci, che hanno rivoluzionato il motore di ricerca e, soprattutto, il modo in cui ha restituito i risultati, come per esempio Panda o Hummingbird. Altri aggiornamenti, invece, non sembrano essere epocali ma hanno comunque aggiunto delle modifiche significative alla presenza e all’interazione sulla piattaforma, come per esempio RankBrain, Mobile First o Bert.
Non tutti gli aggiornamenti riguardano il testo e la semantica, quindi il lavoro più strettamente legato al SEO copywriting. In ogni caso, chiunque faccia il lavoro di copywriter per il web, è bene che conosca le evoluzioni e le novità. I testi di un sito, infatti, non sono un riempitivo o un compartimento stagno, ma dovrebbero essere parte di un processo di lavoro e creazione: SEO, User Experience, architettura dell’informazione. Dovrebbero essere concepiti insieme alla struttura del sito stesso, in base agli obiettivi, alle funzionalità e al target.
Dell’importanza del processo te ne parlerò un’altra volta, oggi intanto vediamo un po’ le novità di Google Page Experience.



I Core Web Vitals, pilastro del cambiamento

Facciamo un piccolo passo indietro. A inizio maggio 2020 il blog di Chromium (motore di ricerca open source da cui deriva il più famoso e usato Chrome) introduce il concetto di Web Vitals, cioè i requisiti e principi fondamentali per una esperienza ottimale sui siti web. I Core Web Vitals sono dei parametri che stanno alla base della buona esperienza delle persone con i siti web.

I Core Web Vitals sono 3:

  • Largest Contentful Paint (LCP), cioè la visualizzazione dell’elemento più grande che c’è sulla pagina. Questo criterio misura la velocità di caricamento dell’elemento più grande della pagina, che dovrebbe stare entro il valore dei 2,5 secondi. Per dirla ancora più semplice: l’esperienza delle persone sul tuo sito sarà ottimale se carica le pagine entro i 2,5 secondi.

  • First Input Delay (FID), cioè il ritardo della prima interazione. Questo criterio misura quanto tempo passa prima che la persona che sta sul tuo sito faccia una prima azione, interagisca con degli elementi del sito, per prima cosa facendo uno scroll, cioè scorrendo una pagina e poi, possibilmente, click su un link, apertura di un menu di navigazione, ricerca e altro. Il tempo ottimale, secondo questo parametro è entro i 100 millisecondi.

  • Cumulative Layout Shift (CLS), cioè la variazione di layout cumulativa. In parole più comprensibili, hai presente quando sei su un sito e stai leggendo una notizia, un blog post o, peggio, stai per cliccare su un bottone e la pagina si muove, magari perché si apre un pop-up o il video di una pubblicità? Ecco, questo non deve succedere sul tuo sito.

  • I Core Web Vitals alla base del nuovo algoritmo di Google per il 2021

    Ora, come ho detto in apertura, questi parametri non riguardano direttamente i testi di un sito, ma, sempre in apertura dicevo che il copy è parte del processo di costruzione di un sito web, anche se a livello operativo ciò che fa è scrivere i testi, contribuisce alla creazione, all’idea, alla tipologia di contenuti e alla loro disposizione sul sito. Ergo, non può ignorare queste informazioni.
    Non può ignorare che la User Experience, o UX, o esperienza dell’utente per dirla tricolore, è sempre più parte integrante del concetto di SEO, cioè di ottimizzazione per i motori di ricerca.



    Contenuti ed esperienza, la persona sempre al centro


    Che i principi di ottimizzazione di un sito web tenessero sempre più in considerazione la UX era già chiaro da qualche tempo. Diciamo che con questo aggiornamento Google sancisce che siamo sempre più vicini a un matrimonio ufficiale tra le due aree.
    Questo testimonia ciò a cui accennavo prima: ogni professionista può essere esperto di un’area in particolare che sia SEO, UX, copywriting, graphic design o altro. Ma nessuna di queste aree di lavoro è un comparto a sé. Il presupposto da cui bisogna partire sempre è progettare con le persone al centro, dare loro contenuti utili, chiari, efficaci e una buona esperienza di navigazione. Se tutto insieme ancora meglio.
    Perché questo accada, l’ideale è che tutte le aree lavorino insieme e in contemporanea, in modo che il risultato finale sia omogeneo, perché tutti avranno lavorato a un unico obiettivo.
    La notizia importante rispetto a Google Page Experience, è che questi valori legati alla UX non saranno predominanti rispetto ai contenutie alla loro utilità. Ciò vuol dire che un sito con testi scritti in modo corretto, utile ed efficace, saranno comunque valutati positivamente da Google, che li farà salire nel ranking anche se qualche aspetto della UX è un po’ carente. Per chi si occupa di testi e in egenrale di contenuti, quindi, l’impatto non sarà enorme. Resta comunque importante, concepire i contenuti testuali e non, sempre più in ottica user-centered. Dobbiamo avere bene in mente come la persona che consulterà i nostri contenuti interagirà con loro e in quale tipo di ecosistema.
    Il tuo sito è pronto per accogliere le novità di Google? Se hai bisogno di dare una lucidata alla tua comunicazione sui canali online, una voce al tuo brand o costruire la tua identità digitale da capo, ti aspetto per una consulenza.
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