Maria Elena Marras
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Strategia: la base per una scrittura ben riuscita

alla scrivani a prendere appunti

Col tempo ho capito che non è semplice spiegare che lavoro faccio. Allora, per semplificare, dico che scrivo. Scrivo per le aziende, per snellire la loro comunicazione, per dare una struttura agile a documenti ed email. Scrivo per comunicare i valori e la personalità dei brand, delle aziende, dei professionisti. Linguaggio pubblicitario, testi per siti web, social network e altro ancora. La verità è che la scrittura è l’ultima cosa che faccio e che fa chiunque faccia il mio lavoro.
La maggior parte del tempo la spendo a fare ricerca, indagare, analizzare, pianificare una strategia in base agli obiettivi di ogni progetto.
Tu sai su cosa si basa una strategia di comunicazione? Se ti va di saperlo, sei nel post(o) giusto.



Obiettivi: qual è il tuo?

Quando hai aperto la tua attività, immagino avessi un obiettivo.
Se sei un dentista, immagino uno dei tuoi obiettivi fosse quello di curare l’igiene orale e i denti delle persone, perché possano stare meglio. Se sei uno chef o il proprietario di un ristorante, immagino voglia far provare un’esperienza di gusto unica ai tuoi clienti, magari in un’atmosfera particolare. Se hai una azienda che produce materiali edili, immagino un tuo obiettivo possa essere quello di produrre prodotti sempre più compatibili con l’ambiente e duraturi.
Questi sono solo alcuni esempi di cosa sia un obiettivo. E se quando hai aperto l’attività non ne avevi uno, beh, allora diventa difficile comunicarlo agli altri e farti conoscere. Perché oggi il mercato è molto affollato di concorrenti e non basta più affittare un locale, aprire una bottega e vendere dei prodotti. Se ci sono 10 negozi come il tuo in zona, perché dovrei venire proprio da te? E se ci sono 20 professionisti come te in città, perché dovrei fidarmi proprio del tuo lavoro?
Ecco perché diventa vitale avere degli obiettivi e lavorare in modo strategico. Di qualsiasi obiettivo si tratti, l’importante è che tu ne abbia uno che nasca da delle esigenze e dia risposta a dei bisogni delle persone.

Dare risposte a delle domande: la USP

Lavorare di strategia significa dare risposta a una domanda. O più risposte a più domande. Cosa serve al tuo pubblico di riferimento per sentirsi soddisfatto? A quale bisogno o urgenza rispondi con il tuo prodotto o servizio?
Non sono domande da fare all’oracolo e nemmeno a Paolo Fox. Al massimo a un consulente che possa aiutarti a trovare la risposta più efficace. La risposta a queste domande è la USP, Unique Selling Proposition. Sembra una parolaccia, ma ti assicuro che vuol solo dire: proposta di vendita unica, esclusiva. Per parlare ancor più potabile, è ciò che contraddistingue il tuo prodotto o servizio rispetto a tutti gli altri.
Sei un idraulico che lavora sulle urgenze in una certa area della città? Questa è la caratteristica che contraddistingue la tua attività: ripari sifoni come gli altri, ma puoi far fronte alle urgenze in tempi brevissimi perché hai scelto una sola zona.
Sei una pasticceria specializzata in maritozzi con la panna, serviti espressi? Deve essere il centro delle tue azioni di comunicazione e di marketing. Anche altre pasticcerie faranno dolci ottimi, ma i maritozzi come i tuoi no. E questo ti rende speciale.
E se sei un’illustratrice specializzata in opere per bambini? La tua comunicazione non potrà che ruotare intorno a questo. Di illustratori ce ne sono tanti, ma tu hai uno stile inconfondibile e tutto dedicato al mondo dei più piccoli.
La tua USP è ciò che dice chi sei e, soprattutto, ciò che dà le risposte ai bisogni dei tuoi clienti. Non mi pare un dettaglio da tralasciare, che dici?



Il target di riferimento come chiave per le scelte

Insisto tanto sulla questione dell’obiettivo, del target, perché è quello che governa le azioni che fai nel tuo lavoro e sta alla base della strategia che ti rende riconoscibile. L’obiettivo che ti poni serve a soddisfare le esigenze delle persone che vorresti diventassero tue clienti. O che lo sono già.Quando lavoro parto da qui e, per questo, dicevo che la scrittura è l’ultimo pezzo di strada di un intero percorso.
Ciò che mi aspetto quando comincio un lavoro con un cliente è che abbia già fatto un’analisi delle proprie azioni di marketing. Che sappia a chi sta parlando, quindi abbia chiaro cos’è un target di riferimento. Può anche accadere che non sia così e possiamo lavorare insieme.
Da qui nascono le domande, tante, che i miei clienti trovano nel questionario con il quale cominciamo a delineare la personalità del loro brand. E anche quella dei clienti che vogliono raggiungere. Perché sapere a chi vuoi parlare è indispensabile per tracciare li linee guida della tua strategia.


Buyer Personas: l’archetipo del tuo cliente ideale

Se siamo arrivati a definire con precisione il target, è anche il momento di fare il passo successivo: creare le Buyer Personas.
Quando pensi ai tuoi clienti, di certo ne hai almeno uno o due in testa. Anche se il tuo business è ancora all’inizio, c’è una tipologia di persone che sai che puoi e vuoi raggiungere.
Immagina, sulla base di questo, di tracciare 2 o 3 profili. Nome, cognome, età, professione, che luoghi frequenta, che musica ascolta, quali marchi acquista già. Questi e molti altri dettagli, ci aiutano a delineare i contorni di una o più persone come fossero reali. Tuoi clienti reali. Puoi aiutarti somministrando dei questionari o traendo spunto dai tuoi clienti esistenti.
Ci sono diversi modi di creare le Personas, ma il loro fine è sempre lo stesso: creare la tua strategia di marketing e comunicazione su basi solide. Modellare il tuo tone of voice sulla base della personalità del tuo marchio e del tipo di clienti a cui parla.

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